Sala virtuale
Collezione "Verso il noir"
"Il noir più che un vero e proprio genere costituisce una tendenza dell'immaginario, uno stile.” *A partire dagli anni Quaranta del Novecento, il noir si afferma sui grandi schermi statunitensi imponendosi tra i generi del cinema classico hollywoodiano. Tuttavia, già dai primi anni Dieci, i temi dei soggetti per il cinematografo cominciano a tinteggiarsi di atmosfere fosche, addentrandosi nei territori del delitto, della colpa, della suspence e della follia.
L’album offre una selezione di copie d’archivio preservate e restaurate dalla Cineteca del Museo Nazionale del Cinema.
*Fabio Giovannini, NOIR, in Enciclopedia Treccani - Enciclopedia del Cinema (2004)
Collezione Fantascienza
"Il fascino della fantascienza risiede probabilmente nell’essere il genere che più di altri dà libero spazio alla fantasia incarnando sogni e incubi insiti nell’uomo. Incubi come la paura del diverso, dell’alieno, del mostruoso, della bomba atomica, degli errori della scienza, della formazione di future società autoritarie, della fine del mondo… Sogni come il fascino del progresso scientifico, dell’esplorazione del cosmo, dell’incontro con altre civiltà, della conoscenza di mondi lontani e ignoti, dei viaggi nel tempo… È un genere che scava nel profondo della coscienza e che, sopra tutti, concede massima libertà all’immaginazione."*
*Nicoletta Pacini, L’universo manifesto in Cose da un Altro Mondo - I Manifesti del Cinema di Fantascienza di AA.VV. a cura di Nicoletta Pacini, ed. Museo nazionale del Cinema - Fondazione Maria Adriana Prolo, 2005
L’album offre una selezione di copie d’archivio preservate e restaurate dalla Cineteca del Museo Nazionale del Cinema.
Collezione "La Fiaba"
“Le fiabe sono di natura migratoria: viaggiano nel tempo e nello spazio, attraverso secoli e continenti, ma anche attraverso gli strati sociali, descrivendo di volta in volta un itinerario di discesa o di ascesa, catturate nel circuito di una narrazione che si riproduce e trasforma incessantemente gli ascoltatori in narratori e viceversa.” (*Italo Calvino, Fiabe italiane raccolte dalla tradizione popolare, Einaudi 1956)
Il rapporto tra cinema e fiaba è profondo e antico. Facendo appello a un radicato immaginario popolare, la fiaba si impone sul grande schermo sin dalle origini del cinema concorrendo, tra trucchi e illusioni, tra il realistico e il fantastico, a delineare il sistema attrazionale dei primi anni della settima arte a cavallo tra Ottocento e Novecento. In un’ottica più ampia e grazie a una reciproca rilettura e influenza, la fiaba diventa per il cinema materiale per il suo immaginario, chiave di lettura del mondo sospesa tra passato, presente e futuro.
L’album offre una selezione di copie d’archivio preservate e restaurate dalla Cineteca del Museo Nazionale del Cinema.
Collezione "Carnevale"
“È tempo di Carnevale. La gioia regna sovrana.”, così recita una didascalia de La maschera pietosa (S. A. Ambrosio, 1914), una delle pellicole proposte dalla Cineteca del Museo Nazionale del Cinema in occasione delle feste di Carnevale. Attraverso drammi famigliari sul finire della Belle Époque e lo sguardo privato dei cineamatori di una Torino prossima al boom economico, le immagini conservate dall’archivio film raccontano una città dalle vie e piazze gremite di folle mascherate, carri allegorici, giostre e bande musicali.
Collezione "Comiche"
All’inizio del secolo scorso la città di Torino si presentava come una piccola Hollywood. Gli anni Dieci del Novecento hanno infatti segnato un’epoca dell’oro per il cinema italiano e Torino, centro industriale del paese, negli stessi anni diventò uno dei principali punti di riferimento della produzione nazionale di film. Il successo delle pellicole più fortunate prodotte a quel tempo era enorme e i distributori esteri compravano a scatola chiusa le numerose produzioni che spaziavano tra i generi più differenti, tra cui ricordiamo il cinema comico.
Ciascuna casa di produzione dava vita a un personaggio di punta attorno al quale costruiva vere e proprie serie, rendendo presto familiari al grande pubblico dell’epoca nomi come Cretinetti, Polidor e Robinet. Scenette farsesche, trucchi perfetti e inseguimenti, dall’esito spesso disastroso, animavano le sale cinematografiche grazie a comiche dal ritmo coinvolgente abbinato alla semplicità narrativa e alle continue trovate cariche di humor. Oggetto di parodia era spesso il mondo borghese, descritto attraverso cerimonie e rituali fortemente codificati e riconoscibili.
L’album offre una selezione di copie d’archivio preservate e restaurate dalla Cineteca del Museo Nazionale del Cinema, preziose testimonianze del primo cinema muto.
Collezione "Pellicole dipinte a mano"
A dispetto di quanto abitualmente si immagini, il cinema si affaccia al mondo dell’intrattenimento e delle arti con modalità tutt’altro che silenziose e prive di colore. Prima dell’invenzione del sonoro, nel 1929, le proiezioni si avvalgono infatti di accompagnamenti musicali dal vivo e il colore fa da subito la sua comparsa, contribuendo al gioco di luci e ombre che fluttuano sul grande schermo. Da curiosità tecnologica di fine ‘8oo alla conquista della sala, il cinema ricorre allo spettro cromatico come a uno dei principali elementi per attrarre un nuovo pubblico eterogeneo, ancora tutto da costruire e conquistare. Attingendo a piene mani dalle policromie ereditate dalle proiezioni di lanterna magica, dalla tradizione degli spettacoli teatrali e dalle illustrazioni delle fiabe, il cinema delle origini costruisce un mondo variopinto sospeso tra meraviglia, fantastico e spettacolari effetti visivi ricorrendo al colore applicato direttamente sulla pellicola, fotogramma per fotogramma, con procedimenti manuali e in seguito meccanizzati: un ingente lavoro per le numerose coloratrici cinematografiche impiegate nella nuova industria dello spettacolo.
La settima arte proseguirà la sua storia attraverso un percorso che continuerà a investigare e sperimentare il colore nel continuo intreccio tra immaginario e possibilità della tecnica in continua evoluzione.
L’album offre una selezione di copie d’archivio preservate e restaurate dalla Cineteca del Museo Nazionale del Cinema, preziose testimonianze delle prime colorazioni policrome della storia del cinema.
Collezione "Racconti animati"
Destare stupore e animare l’inanimato hanno definito la storia del cinema sin dalle origini.
I primi effetti speciali della settima arte potevano presentarsi, poiché a servizio del racconto realistico, nascosti e dissimulati: si pensi alle spettacolari eruzioni, esplosioni e agli incendi di numerose pellicole del primo cinema, sapientemente ricreati per incrementare la verosimiglianza della vicenda narrata e la conseguente capacità di coinvolgere lo spettatore.
Il trucco poteva all'opposto essere intenzionalmente esibito per suscitare meraviglia attraverso effetti straordinari e sorprendenti, schiudendo le porte del fantastico e del surreale. Compaiono così sul grande schermo i primi film d’animazione che ricorrono alla tecnica nota come stop-motion, grazie alla quale l’illusione del movimento di pupazzi, insetti, collage o qualsiasi altro tipo di materiale è creata dalla proiezione in sequenza di fotogrammi.
L’album offre una selezione di copie d’archivio preservate e restaurate dalla Cineteca del Museo Nazionale del Cinema, preziose testimonianze del primo cinema d’animazione della storia del cinema.
Collezione "Torino e il cinema, racconto di una città"
Sin dalle origini della settima arte Torino stringe un profondo legame con la nuova industria del cinema in un contesto economico, politico e culturale distinto da grande fermento. Agli inizi del Novecento si inaugura una febbrile quanto prolifica attività di produzione cinematografica che trasforma il capoluogo piemontese, già centro industriale del paese, in uno dei principali punti di riferimento della produzione nazionale di film.
L’album offre una selezione di copie d’archivio preservate e restaurate dalla Cineteca del Museo Nazionale del Cinema, preziose testimonianze di una città raccontata attraverso le immagini in movimento, tra finzione narrativa, documento storico, scorci di vita quotidiana e memoria collettiva.
Proposta dedicata al 41° Torino Film Festival
Sonorizzazione - Lo splendore del Muto
Sonorizzazione - La Sartoria Musicale
Sonorizzazione I.C. Tommaseo – Scuola Sec I Calvino
Mario Piacenza, 1911-1912 – sonorizzato IC Tommaseo – Scuola Sec I Calvino
Itala Film, 1908 - Sonorizzazione Scuola Sec I Revel
Chitarre, flauti, percussioni, effetti classe II O Annamaria Quercia