Douglas Sirk. La retrospettiva di Locarno75

Dall'1 al 14 novembre 2022 - Cinema Massimo

A 35 anni dalla scomparsa, il Festival di Locarno ha celebrato il cinema di Douglas Sirk con una retrospettiva completa dei suoi film curata da Roberto Turigliatto. Riscoperto e amato dalla Nouvelle Vague e da registi come Rainer W. Fassbinder e Bernardo Bertolucci, ma ancor più celebre per i melodrammi realizzati a Hollywood per la Universal, Sirk “ha lavorato sottotraccia nei generi popolari valorizzando attori come Rock Hudson, Jane Wyman, Dorothy Malone, Robert Stack, Lana Turner, Jack Palance, Jeff Chandler e ha offerto persino a uno sconosciuto James Dean la sua prima opportunità professionale” (G. A. Nazzaro). La retrospettiva verrà in parte replicata al Cinema Massimo con copie digitali restaurate dall’1 al 14 novembre.

 

Il pazzo di Hitler (Hitler’s Madman)

(Usa 1943, 84’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)

Primo film americano di Sirk, è girato dopo l’assassinio di Heydrich e i massacri di Lidice. Nato come film indipendente per iniziativa di emigrati, è acquistato dalla MGM e due scene sono rigirate da Sirk. Carradine recita «come un attore shakespeariano come facevano molti nazisti». (D. Sirk)

Mar 1, h. 20.30

 

Magnifica ossessione (Magnificent Obsession)

(Usa 1953, 108’, DCP, col., v.o. sott.it.)

Remake del film di Stahl del 1935 e primo dei grandi melodrammi Universal in technicolor. Una serie di coincidenze e incidenti fatali conducono Jane Wyman alla cecità e Rock Hudson alla redenzione. Una storia sospesa «tra kitsch e follia», sublimata dalla grande arte del regista.

Mer 2, h. 21.00

 

Uno scandalo a Parigi (A Scandal in Paris)

(Usa 1946, 100’, HD, b/n, v.o. sott.it.)

La vita straordinaria e ambivalente di Vidocq, cinico criminale diventato il poliziotto più celebre di Francia. Uno dei film preferiti di Sirk, una fantasia libera e raffinata, ricca di peripezie, inganni e apparenze, giochi d’ombre e di specchi, con una magistrale interpretazione di George Sanders.

Sab 5, h. 16.00

 

Incontriamoci alla fiera (Meet Me at the Fair)

(Usa 1953, 87’, 35mm, col., v.o. sott.it.)

Nell’America di provincia di inizio secolo, un orfano in fuga incontra due saltimbanchi da fiera dalla vita libera. Insieme smascherano i politici corrotti che rubano soldi all’orfanatrofio. «Una storia tipicamente americana, a suo modo è una sorta di film politico su una piccola città». (D. Sirk)

Sab 5, h. 20.30

 

 

Desiderio di donna (All I Desire)

(Usa 1953, 79’, DCP, b/n, v.o. sott.it.)

Su invito della figlia che la crede un’attrice di successo, Naomi ritorna nella città di provincia che aveva abbandonato. Uno scorcio di vita amaro su una società schiava dei pregiudizi e delle convenzioni. L’happy end è imposto e il titolo che voleva Sirk era Stopover.

Dom 6, h. 16.00

 

Secondo amore (All That Heaven Allows)

(Usa 1955, 89’, DCP, col., v.o. sott.it.)

In una cittadina del New England, Cary, vedova con due figli, si innamora di un uomo più giovane, giardiniere e lettore di Walden, suscitando le reazioni ostili dei figli e della comunità borghese. Tra i capolavori di Sirk, amato e omaggiato da Fassbinder e Todd Haynes.

Lun 7, h. 18.15

 

Quella che avrei dovuto sposare (There’s Always Tomorrow)

(Usa 1956, 84’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)

Il ricco proprietario di una fabbrica di giocattoli ritrova il grande amore della sua giovinezza e mette in discussione la propria grigia vita borghese, suscitando l’ostilità dei figli. Il secondo film con Barbara Stanwyck, un altro melodramma amaro sull’american way of life.

Mar 8, h. 20.30

 

Come le foglie al vento (Written on the Wind)

(Usa 1956, 92’, DCP, col., v.o. sott.it.)

Nella magione di un petroliere, in un flashback si consuma il dramma familiare di quattro personaggi. Sesso e denaro, ricordi d’infanzia, alcolismo e amori impossibili. Un capolavoro fiammeggiante, anche nei colori, del melodramma cinematografico.

Ven 11, h. 16.00

 

Il trapezio della vita (The Tarnished Angels)

(Usa 1958, 91’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)

Tra i personaggi più belli di Sirk ci sono i marginali perduti e destinati allo scacco di questo “rondò tragico": aviatori acrobatici alla deriva negli anni della Grande depressione. Un adattamento da Faulkner, cui Sirk pensava fin dagli anni Trenta: «Forse, dopotutto, è il mio miglior film». (D. Sirk)

Ven 11, h. 20.30

 

Tempo di vivere (A Time to Love and a Time to Die)

(Usa 1958, 132’, DCP, col., v.o. sott.it.)

Un giovane soldato tedesco ottiene una licenza e vive una storia d’amore estrema tra le rovine di Berlino. Sirk cambia di poco il titolo del romanzo di Remarque e suscita l’entusiasmo del giovane Godard: «Il suo film è bello perché si pensa alla guerra guardando scorrere immagini d’amore, e viceversa».

Dom 13, h. 20.30

 

Lo specchio della vita (Imitation of Life)

(Usa 1959, 125’, DCP, col., v.o. sott.it.)

Douglas Sirk ci racconta, attraverso un melodramma appassionato e intenso, di un'America razzista, in cui a dominare sono i conflitti di classe. Lora, attrice rimasta vedova, trascura la figlia Susy per dedicarsi alla carriera teatrale. Di Susy si occupa la governante di colore, anch'essa con una figlia.

Lun 14, h. 16.00