Videogiochi

Perché introdurre i videogiochi in un museo del cinema? 

La storia del cinema e dei videogiochi è ricca di reciproche influenze. Le due forme di intrattenimento hanno, nel corso del tempo, mutuato, l'una dall'altra, personaggi, ambientazioni, atmosfere, grandi storie. I primi incontri vengono spesso descritti come sfortunati: gli adattamenti dal cinema di videogiochi, i cosiddetti tie-in, non si rivelarono il successo sperato.

Tuttavia, la storia delle convergenze, delle intersezioni e degli attriti fra questi due media è decisamente articolata e ricca di momenti chiave, capaci di influenzare le traiettorie di cinema e videogiochi. Infatti, entrambi esistono nello stesso complesso contesto intermediale e condividono un linguaggio comune: la natura sintattica audiovisiva. D’altra parte, anche il videogioco si può collocare in quella tradizione di media spettacolari/illusionistici in cui è pienamente iscritto il cinema delle origini e prima ancora i lavori pionieristici sull’immagine in movimento; il teatro delle ombre, la lanterna magica nonché i diversi dispositivi di amplificazione della visione, che cercavano di avvolgere di immagini lo spettatore e ne suggerivano l’interazione, esprimono un’idea videoludica ante litteram. E poi, ancora, i paradigmi di produzione: l’evoluzione dei trailer di lancio dei videogiochi e l’introduzione di segmenti di live action sono costruiti per favorire un’esperienza autenticamente cinematografica, tecniche come il rotoscope prima e la motion capture e fotogrammetria poi sono utilizzate in ambedue le filiere produttive.