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Da Alessandro Antonelli...
La Mole Antonelliana, simbolo architettonico di Torino, fu iniziata dall’architetto novarese Alessandro Antonelli nel 1863. Concepita originariamente come sinagoga, venne acquisita nel 1878 dal Comune di Torino, mentre era ancora in costruzione, per farne un monumento all’unità nazionale.
L’opera fu conclusa nel 1889, non dall’Antonelli (morto novantenne l’anno prima) ma da suo figlio Costanzo. Era, con i suoi 167 metri e mezzo di altezza, l’edificio in muratura più alto d’Europa.
Antonelli lavorò alla Mole fino alla sua morte: era famoso l’ascensore azionato da una puleggia che issava il quasi novantenne architetto in vetta della sua cupola per permettergli di verificare personalmente lo stato dei lavori. Antonelli chiamava il suo progetto "un sogno verticale".

...a François Confino
"Non si può pensare a un Museo del Cinema solo come un museo di oggetti e macchine, perché l’essenza del cinema è il film".
Sono parole dello scenografo François Confino, che ha progettato l’allestimento del Museo Nazionale del Cinema nel 2000 e il riallestimento nel 2006.
"Un tuffo in immersione totale nel mondo dell’immagine in movimento e della fiction. In un luogo di eccezionale levatura architettonica abbiamo creato un tempio del cinema, un omaggio complice e ammiccante alla Mole Antonelliana."

L’ascensore panoramico – La vista su Torino
Nel 1961, in occasione delle celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia, viene messo in funzione un ascensore panoramico. Rinnovato nel 1999, esso permette di salire fino al "tempietto" e allo straordinario punto di vista a 360 gradi del suo balcone sulla città e sull’anfiteatro delle Alpi. La corsa, nella cabina di cristallo trasparente, avviene in 59 secondi in un’unica campata a cielo aperto senza piani intermedi dalla quota di partenza, posta a 10 metri di altezza, fino agli 85 dell’arrivo.

Luci d’artista – Il volo dei numeri
Dal 2002, in occasione della sistemazione dell’illuminazione esterna e della nascita del progetto "Luci d’Artista", sul fianco della cupola è stata montata una scultura luminosa di Mario Merz, Il volo dei numeri. Rappresenta l’inizio della serie di Fibonacci, ed è una sfolgorante installazione concettuale in grado di rappresentare l’esplosivo e apparentemente caotico processo di crescita tipico di molti fenomeni naturali.

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