Maria Adriana Prolo

Il cofanetto dedicato alla fondatrice del Museo Nazionale del Cinema di Torino


Il Museo Nazionale del Cinema di Torino celebra con  questo progetto editoriale i settant’anni dalla sua fondazione e dal suo ingresso nella Fédération Internationale des Archives du Film nel 1953.

Il cofanetto è edito dal Museo Nazionale del Cinema in collaborazione con l'Università degli Studi di Torino, con il contributo di Universo e dell'Associazione Museo Nazionale del Cinema e contiene due seguenti pubblicazioni:
 

  • Storia del cinema muto italiano Vol. I di Maria Adriana Prolo (Il Poligono, 1951), edizione anastatica, L'Artistica di Savigliano (CN); 187 pagine, 118 immagini.
    Il volume ripropone l'influente e illuminante studio di Maria Adriana Prolo sul cinema muto italiano pubblicato nel 1951, oggi ormai di difficile reperibilità.
     
  • Una pioniera per la storia del cinema: Maria Adriana Prolo a cura di Claudia Gianetto e Silvio Alovisio (marzo 2023), L'Artistica di Savigliano (CN); 56 pagine, 12 immagini.
    Il volume contiene saggi inediti e testimonianze sulla vita di Maria Adriana Prolo e sul suo fondamentale contributo allo sviluppo della ricerca storica sul cinema muto italiano.


 

 


Cretinetti assiste ad un combattimento di galli
(Itala Film, 1911)

Satana (Società Anonima Ambrosio, 1912)

 

Il cofanetto in lingua originale italiana è stato stampato in tiratura limitata, non in vendita; gli stessi contenuti sono qui disponibili gratuitamente in versione digitale in lingua italiana (edizione integrale con immagini) e con traduzione in lingue straniere.

 

Scopri il cofanetto

 

 

Una pioniera per la storia del cinema:
Maria Adriana Prolo

 

 

APPROFONDIMENTI

Abstract delle due pubblicazioni

Maria Adriana Prolo (1908-1991) dalla fine degli anni Trenta del Novecento inizia a raccogliere documenti e testimonianze per ricostruire – anche attraverso le voci e gli archivi dei protagonisti che incontra e conosce, come Giovanni Pastrone e Arrigo Frusta – la già trascurata epoca del cinema muto. Nel 1951, due anni prima di fondare ufficialmente il “suo” Museo del Cinema, pubblica il frutto di queste ricerche: uno studio pionieristico dedicato al cinema muto italiano con la convinzione che la pubblicazione sarebbe stata di enorme importanza per riuscire a vincere le molte resistenze alla creazione di un museo a Torino dedicato alla settima arte.

Il cofanetto a lei dedicato, realizzato nel 2023 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, con il sostegno di Universo e dell’Associazione Museo del Cinema presso l’Artistica di Savigliano, contiene la ristampa anastatica di Storia del cinema muto italiano Vol. I, edito da Il Poligono di Milano nel 1951 e ormai di difficile reperibilità.

Nell’elaborare questa pionieristica Storia in un contesto quasi privo di riferimenti, la Prolo propone, grazie alla sua formazione, non soltanto una seria metodologia della ricerca – tuttora valida e stimolante – ma anche un’idea forte di cinema. Il metodo si basa rigorosamente sulla raccolta e la verifica di dati, sia attraverso fonti edite fino ad allora trascurate come le riviste, sia attraverso le testimonianze orali e inedite di coloro che avevano vissuto la nascita e l’affermarsi del cinema.

Nella prima parte del volume, Prolo tratteggia con una scrittura leggera ed efficace la straordinaria vivacità industriale, sociale e culturale dei primi vent’anni del cinema italiano, con una concezione “olistica” assai in anticipo sui tempi. Nella seconda parte s’impegna nella ricostruzione di una filmografia nazionale attendibile, ovvero stila in assoluto il primo elenco delle pellicole realizzate in Italia tra il 1904 e il 1915.

In una nota l’autrice raccomanda: “A tutti coloro che sono in grado di correggere e di aggiungere dati e notizie, rivolgo un cordiale invito affinché tanto la Storia quanto l’Elenco possano in seguito raggiungere la massima precisione”.  Dopo essere stata per anni un valido nonché quasi unico riferimento, la filmografia viene poi superata dalle ricerche avviate dagli studiosi alla fine degli anni Settanta, come auspicato dall’autrice. La prima parte del volume – di cui si offre qui per la prima volta una traduzione – al di là dell’indiscutibile valore storiografico mantiene intatta la capacità di trasmettere un’immagine a tutto tondo della “macchina cinema” e di indicare direzioni tuttora valide per la ricerca. L’unico intervento realizzato in fase di ristampa è stato la revisione delle didascalie che accompagnano le numerose immagini, intervento che la stessa autrice avrebbe voluto realizzare ma che non poté portare a termine.

La Storia del cinema muto italiano Vol. I è accompagnata dal volume Una pioniera per la storia del cinema: Maria Adriana Prolo, una breve raccolta di saggi e testimonianze sulla vita di Maria Adriana Prolo con testi inediti di Silvio Alovisio, Antonella Angelini, Maria Luisa Bertotto, Paola Bortolaso, Giulia Carluccio, Domenico De Gaetano, Stefano Geuna, Enzo Ghigo, Claudia Gianetto, Donata Pesenti Campagnoni e Vittorio Sclaverani. Queste pagine mettono in evidenza aspetti meno noti della fondatrice del Museo Nazionale del Cinema: l’attenzione nei suoi studi giovanili all’universo femminile, le scelte professionali e private controcorrente per una donna dell’epoca, la riscoperta della modernità dei suoi studi e da lei stessa poi tralasciati per dedicarsi interamente alla raccolta e alla conservazione delle straordinarie collezioni che restano il cuore pulsante e più prezioso del Museo.

Le immagini che accompagnano i saggi provengono dall’archivio della famiglia Prolo-Agnesi, dalle collezioni del Museo Nazionale del Cinema e soprattutto dall’Archivio Elena Bosio/I Cammelli – Torino, con gli scatti realizzati nel 1988 durante le riprese del film Occhi che videro di Daniele Segre (guarda il film su VIMEO).

Il cofanetto in lingua originale italiana è stato stampato in tiratura limitata non destinato alla vendita. Gli stessi contenuti sono resi qui disponibili online gratuitamente; in versione digitale sono disponibili anche le traduzioni in lingua straniera.

 

 

Ricordi di G. C.

Del legame di Maria Adriana Prolo con il “suo” Museo si conosce praticamente tutto.

Lo “pensò”, lo desiderò, lo volle con sempre più forza, con sempre più sforzi lottando contro pregiudizi, contrasti, opinioni sfavorevoli o malevole. Lo ebbe (forse avrebbe desiderato una sede diversa anche nel lontano 1958, ma già era tanto, dopo tanta attesa.)

Da allora, parecchio si sa della sua vita pubblica, dei suoi scritti, della sua opera, dei suoi gusti e dei suoi disgusti. Ben poco si sa del suo privato. Certo, ha avuto molto, ma ha rinunciato a tanto di più.
La sua vera vita l’ha poi quasi tutta trascorsa calata nel grembo della sua creatura, fino alla fine, fino a quando ha potuto sostenerla e nutrirla. Al momento di staccarsene l’ha fatto con dignità, con intimo e ben dissimulato dolore, ma consapevole del fatto che era per un ben più grandioso futuro.
Forse esiste, precedente alla famosa sua annotazione del 1941 “Pensato il Museo”, una breve frase appuntata su una vecchia agenda degli anni Trenta che segni l’inizio del suo lungo lavoro sul trascurato periodo del nostro cinema muto.
Nel volumetto che accompagna l'edizione anastatica della sua Storia del cinema muto italiano persone che l’hanno conosciuta o la conoscono di fama parlano di lei, la ricordano, le rendono omaggio.

Un dovuto omaggio, per la Signora del Cinematografo.

G. C., giugno 2023

 

 

Il lavoro tipografico per l'edizione anastatica

L'edizione anastatica del volume Storia del cinema muto italiano Vol I (Il Poligono, 1951) è stata realizzata a partire da una copia conservata e scansionata ad alta risoluzione dalla Bibliomediateca del Museo Nazionale del Cinema.

Su tali scansioni il reparto prestampa della tipografia L'Artistica Savigliano (Cuneo) ha applicato una maschera di dettaglio per maggiore contrasto dei testi e neutralizzato i fondi, per eliminare eventuali difetti e controstampe presenti negli originali. Le immagini sono state trattate digitalmente a due colori – nero e pantone – per valorizzare in stampa i contrasti e i mezzi toni. Il materiale di stampa, sempre in totale coerenza con l'originale, è consistito in una carta avoriata per i testi e patinata opaca per gli inserti di immagini. La stampa è stata effettuata tramite macchina Heidelberg Speedmaster CD 102 con stampa a due colori. La ristampa anastatica, accompagnata da un volume di saggi, è pubblicata nel 2023 in versione cartacea e in versione digitale.