Retrospettiva Abdellatif Kechiche
Cinema Massimo - dal 26 al 31 ottobre 2026
Abdellatif Kechiche è un autore che ha fatto del corpo, del desiderio e della vita quotidiana il centro di un cinema tanto potente quanto controverso. Nato a Tunisi nel 1960 e cresciuto in Francia, è stato attore affermato, prima di passare dietro la macchina da presa, attratto da storie su periferie, differenze di classe, identità culturali, adolescenza, attraverso personaggi che osserva da molto vicino. Da Tutta colpa di Voltaire (2000) a La schivata (2003), fino a Cous cous (2007), Kechiche affina un metodo fondato sulla durata e sull’immersione, facendo della quotidianità una materia quasi documentaria. Ma è proprio questa pretesa di aderire alla realtà a costituire uno degli aspetti più problematici della sua poetica: quanto è spontaneo ciò che vediamo e quanto, invece, è il risultato di una costruzione dello sguardo? In La vita di Adèle (2013), la storia d’amore tra Adèle ed Emma diventa un’esperienza sensoriale di straordinaria intensità, ma anche il terreno di un acceso dibattito sulla rappresentazione del desiderio femminile attraverso uno sguardo profondamente maschile. Questa ambivalenza esplode nella trilogia di Mektoub, My Love, dove il racconto sembra progressivamente dissolversi nell’osservazione dei corpi, della danza, della seduzione e dell’attesa. Il suo cinema seduce e respinge, accoglie la realtà e contemporaneamente la forza dentro una precisa costruzione dello sguardo. È un cinema del desiderio, ma anche un cinema che interroga il potere di chi desidera e di chi guarda. Ed è forse in questa contraddizione che risiede la sua forza.
In programma:
Tutta colpa di Voltaire (La faute à Voltaire) (Francia 2000, 130’, HD, col., v.o. sott. it.)
Il giovane tunisino Jallel si imbarca per Parigi alla ricerca di un'occasione che lo porti verso il benessere. Con un passaporto falso in tasca, si trova, invece, a condividere la vita e la solidarietà degli esclusi, i miserabili di una ricca capitale europea. L'esordio alla regia di Abdellatif Kechiche gli è valso il premio per la miglior opera prima alla 57ª edizione della Mostra di Venezia.
Lunedì 26, ore 18:00 - Introduzione a cura di Roberta Cocon | Venerdì 30, ore 18:00
La schivata (L'esquive) (Francia 2003, 117’, Hd, col., v.o. sott. it.)
In una cittadina nei sobborghi di Parigi vive Lydia, una ragazza bella e sognatrice. Dopo essere stata scelta per recitare nello spettacolo di fine anno ispirato al testo Gioco del caso e dell'amore di Marivaux, compra un bellissimo vestito da principessa del Settecento. Non riuscendo a resistere alla tentazione, lo indossa e con disinvoltura cammina per le strade del suo quartiere come una vera diva. E la gente ne resta incantata.
Lunedì 26, ore 20:45 – Introduzione a cura di Roberta Cocon
Cous Cous (La Graine et le Mulet) (Francia 2007, 155’, HD, col., v.o. sott. it.)
Beiji, 60 anni, lavora alla riparazione delle imbarcazioni nel porto di Sète, vicino a Marsiglia. Poco disposto alla flessibilità che la nuova organizzazione impone, viene licenziato. Beiji è divorziato e ha una nuova compagna ma non ha perso i contatti con la famiglia. Ora l'uomo vuole realizzare un sogno: ristrutturare una vecchia imbarcazione e trasformarla in un ristorante in cui proporre come piatto forte il cuscus al pesce. Premio speciale della giuria a Venezia.
Martedì 27, ore 16:00 - Introduzione a cura di Grazia Paganelli | Giovedì 29, ore 15:30
Venere nera (Vénus noire) (Francia 2010, 162’, HD, col., v.o, sott. it.)
Europa, XIX secolo. La vita e le disavventure della giovane Saartjie Baartman, meglio nota come la 'Venere Ottentotta' a causa delle sue particolari caratteristiche fisiche. Appartente al popolo dei Khosan, i più antichi umani stabilitisi nell'Africa australe, venne portata in Europa con l'inganno e in seguito fu esposta come fenomeno da baraccone in Inghilterra, Olanda e Francia. Oggetto di studi per scienziati e pittori, la 'Venere ottentotta' fu utilizzata anche come oggetto sessuale e morì drammaticamente a Parigi nel 1815.
Martedì 27, ore 19:30
La vita di Adele (Le vie d'Adèle) (Francia/Spagna/Belgio 2013, 179’, Hd, col., v.o. sott. it.)
Adèle (Adèle Exarchopoulos), liceale bella e desiderosa di sentirsi realizzata nella vita, incontra per caso Emma (Léa Seydoux), ragazza controcorrente dagli sgargianti capelli azzurri: un fuggevole gioco di sguardi lascia già intendere una sotterranea complicità, pronta a esplodere, tra le due ragazze. Le paure e le insicurezze comuni a ogni adolescente verranno abbattute dalla forza di un sentimento viscerale e totalizzante. Palma d’oro a Cannes.
Mercoledì 28, ore 16:00 - Introduzione a cura di Grazia Paganelli
Mektoub, MY Love: Canto Uno (Francia/Italia 2017, 180’, Hd, colò., v.o. sott. it.)
1994. Durante una estate nel Sud della Francia, l’aspirante sceneggiatore Amin (Shaïn Boumedine), appena tornato da Parigi, trascorre le sue giornate con i familiari, gli amici e le ragazze che frequentano la piccola località balneare in cui sta passando le vacanze. Il suo cuore batte per Ophélie (Ophélie Bau), ma non sarà facile per Amin trovare il giusto momento per dichiarare i propri sentimenti.
Mercoledì 28, ore 20:00
Mektoub My Love – Canto Due (Francia 2025, 127’, DCP, col., v.o. sott. it)
Sète, fine estate 1994. Amin (Shaïn Boumedine) si prepara a tornare a Parigi per accompagnare l’amica del cuore Ophélie (Ophélie Bau) ad abortire. Nessuno tranne lui e il cugino Tony (Salim Kechiouche), amante di Ophélie, sanno della gravidanza della ragazza. Intanto, però, a Sète arrivano due americani che lavorano nel mondo del cinema E Per Amin potrebbe essere la grande occasione di diventare sceneggiatore e regista.
Venerdì 30, ore 20:45