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Venerdì 9 Ottobre 2026

L'archivio Gillo Pontecorvo, a vent'anni dalla scomparsa

Gillo Pontecorvo: un cineasta fondamentale del cinema italiano, che con i suoi film ha affrontato temi di forte rilevanza storica e politica, come il colonialismo, la lotta per l’indipendenza e l’autodeterminazione dei popoli.

A vent’anni dalla scomparsa del regista, preservarne la memoria significa continuare a interrogare la sua opera, ma anche il presente.

Il Museo Nazionale del Cinema conserva l’intero archivio personale di Gillo Pontecorvo, donato dalla moglie Picci Ziino e dai figli Ludovico, Marco e Simone nel 2013.


Con oltre 1000 fascicoli archivistici, più di 6000 fotografie, circa 500 tra riviste e rassegne stampa, oltre a decine di manifesti e materiali pubblicitari, questo straordinario complesso di materiali documenta l’intero percorso del regista, dagli esordi come documentarista e aiuto regista fino agli ultimi anni della sua attività. Tra i suoi film più importanti vanno ricordati Kapò (1960) e Queimada (1969) e soprattutto il suo più grande capolavoro: La battaglia di Algeri (1966), vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia e acclamato in tutto il mondo. Le fonti permettono di seguire lo sviluppo dei film in ogni fase: dalle prime idee ai soggetti, dalla sceneggiatura alle riprese, fino alla post-produzione e alla distribuzione. 


Il fondo permette però di conoscere anche ciò che si cela dietro le opere: idee, dubbi, progetti non realizzati, collaborazioni professionali ed esperienze personali. Accanto alle opere realizzate, l’Archivio Pontecorvo conserva materiali relativi a numerosi progetti rimasti incompiuti, rivelando interessi e percorsi creativi meno conosciuti. Lettere e telegrammi documentano inoltre la fitta rete di legami professionali e umani costruita da Pontecorvo, dagli scambi con lo sceneggiatore Franco Solinas e il compositore Ennio Morricone ai rapporti con personalità internazionali quali Joris Ivens, Gregory Peck, Robert Aldrich e Marlon Brando.


Il fondo non svela però solo il lavoro di un grande regista, ma anche la vita di un personaggio che ha vissuto di intense passioni: la partecipazione alla Resistenza antifascista, l’impegno politico, l’attività giornalistica, l’amore per la musica, le attività culturali – tra cui spicca la direzione della Mostra del Cinema di Venezia dal 1992 al 1996 – e, attraverso agende, appunti e lettere, la dimensione più personale e privata.


A 60 anni dall’uscita del capolavoro La battaglia di Algeri e a 20 dalla scomparsa del regista, quindi, l’Archivio Gillo Pontecorvo offre la possibilità di ripercorrere non solo la vita e il lavoro di un grande autore, ma anche la storia del Novecento in tutta la sua ricchezza e complessità.

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